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Immobiliare prossimo futuro

Sono quattro i dati importanti:

1) Tra venti anni per ogni 100 ragazzi ci saranno circa 265 ‘nonni’ (oggi sono 168)

2) 60,5 milioni i residenti in Italia all’1 gennaio di quest’anno. Di questi, 8,4 su 100, ossia 5,6 milioni circa, sono stranieri.

3) Catastrofe sempre più evidente anche nel capitolo nascite, in progressione negativa per il nono anno consecutivo: nel 2018 sono 464mila, il 2% in meno, record negativo nella storia del Bel Paese. Il borsino parla di una diminuzione totale di circa 100mila unità negli ultimi anni.

4)Dal 2008 al 2016 più di 500mila connazionali si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Al primo posto tra le destinazioni dei nuovi emigrati italiani c’è la Germania, seguita da Regno Unito Francia.

Un Paese sempre più vecchio, con i single che ormai sono un terzo delle "famiglie", con pochi bambini che nascono e la speranza di vita che si allunga: è l'Italia raccontata dal Rapporto Istat 2017, che vede anche un ritorno del matrimonio, ma con i divorzi che continuano ad aumentare.

Il dato che spicca di più è quello delle famiglie composte da una sola persona: sono ormai un terzo del totale (passate da 20,5 a 31,6%) mentre si riducono quelle numerose con cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%). Nel volgere di vent'anni, spiega l'Istituto di statistica, il numero medio di persone che compongono una famiglia è sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016).

 

I figli restano a casa: soltanto un terzo di età compresa tra 18 e 34 anni lascia la famiglia di origine per farsene una propria o per andare a vivere da soli. Fino ai 17 anni quasi tutti i ragazzi vivono in famiglia come figli: l'83,2% con entrambi i genitori e l'11,8% con un unico genitore.

Tra i 18 e i 34 anni, invece, diminuisce sensibilmente la quota dei figli che vivono in famiglia (61,3% delle persone); il 31,3% delle persone di questa fascia di età ha infatti già lasciato la famiglia di origine per costituire una propria famiglia (24,1%) o per dare luogo a una famiglia unipersonale (7,2%).

Questi i dati, ma a cosa servono i dati? Servono a dare una spiegazione (e una tendenza) del futuro che ci aspetta. A leggerli così ci lasciano indifferenti, ma analizzandoli possono aiutarci ad essere più competitivi e ad anticipare il mercato.

Iniziamo. Se la popolazione invecchia, essendo l'Italia un paese con il 73% di proprietari di casa, la tendenza futura conferma che le transazioni diminuiranno. Quanti, tra i vostri clienti, avevano più di 65 anni?

Se non comprano gli anziani comprano i giovani. Sbagliato. "Dal 2008 al 2016 più di 500mila connazionali si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Al primo posto tra le destinazioni dei nuovi emigrati italiani c’è la Germania, seguita da Regno Unito e Francia." [fonte adnkronos].  Se uniamo questo dato all'altro " tra venti anni per ogni 100 ragazzi ci saranno circa 265 ‘nonni’ (oggi sono 168)" e lo colleghiamo a "[...]Dal rapporto emerge, ad esempio, che Milano - per le sue brevi distanze, l’intensità delle occasioni di lavoro e i servizi di trasporto efficienti - è l’epicentro degli spostamenti interprovinciali in Italia." quello che viene fuori è un quadro allarmante per chi, come me, fa da raccordo tra chi vuol acquistare e chi vuol comprare.

D'altra parte, nella riqualificazione del patrimonio immobiliare di Roma, gli appartamenti si stringono sempre di più. Il taglio più gettonato è tra i 40 mq e gli 80 mq perchè vanno incontro alle esigenze di una società che lentamente si sta trasformando. Meno figli vuol dire che si ha bisogno di meno spazio privilegiando la qualità costruttiva e degli impianti tecnologici (fibra, antenne paraboliche, pannelli fotovoltaici, bassi consumi ecc.).

La domanda è: ma c'è ancora spazio per l'intermediazione immobiliare? Ossia, fare l'intermediario immobiliare (l'agente immobiliare) ha senso da un punto di vista economico? Meglio, fare l'agente immobiliare inteso come "semplice venditore" [ anche se si tratta sempre di un venditore qualificato con molte responsabilità] è una professione ancora remunerativa oggi e nel futuro?

Se leggiamo i dati la risposta è : no. Il semplice mercato, come lo intendiamo noi ora, sta per essere spazzato via, ma sta cambiando pelle per andare incontro alle nuove strutture sociali e famigliari. Forse, finalmente, l'agente immobiliare, sarà costretto ad essere un analista delle dinamiche finanziarie e sociali e non più un semplice "venditore".

 

 

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