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Il futuro? Amazon Real Estate

Una delle ultime barriere alle consegne veloci rimane quella della presenza in casa da parte dell'utente. Per questo Amazon si è inventata anche l'opzione di consegna presso alcuni store cittadini coi quali ha stretto degli accordi. Ma se il corriere riuscisse a entrare in casa, anche quando in casa non c'è nessuno, il tutto si risolverebbe in modo veloce. Ed ecco allora Amazon Key.

Il sistema si basa su tre elementi chiave: una App, una serratura intelligente e una telecamera di sicurezza (Cloud Cam). Attraverso la App si procede con l'ordine si monitora tutta la fase di consegna. Quando il corriere arriva davanti casa, scannerizza il codice della spedizione con lo smartphone e riceve una password temporanea che gli consente di aprire (una sola volta) la porta di ingresso attraverso la serratura intelligente. Allo stesso tempo la videocamera di attiva e riprende la scena della consegna, con l'utente che può guardala in diretta o rivederla in seguito.

Amazon Key sarà attivo dal prossimo 8 novembre in 37 città degli Stati Uniti e ha un costo di 249 dollari (installazione inclusa). Dopo una prima fase di test potrebbe essere esteso ad alcuni Paesi europei.

Perché riporto questa notizia?  Per far capire come il mondo, o meglio, come gli schemi, in questo caso del commercio, cambiano e le aziende cercano nuove strade per risolvere i problemi che frenano la crescita.

Tanto per fare un esempio, nel mio condominio non si vuole abolire il portiere perché non ci sarebbe nessuno a ricevere raccomandate e pacchi. Si preferisce rimanere ancorati al passato, aggravando i costi, pur di avere una comodità che sembra oggi irrinunciabile. E allora le aziende risolvono il problema per noi aumentando il proprio potere di penetrazione distruggendo, così dicono, il commercio spicciolo, quello – per intendersi – della bottega sotto casa. Io dico di no.

“La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che da sistema agricolo-artigianale-commerciale divenne un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (come ad esempio i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e anche politiche.”  Tratto da Wikipedia

E’ chiaro che i cambiamenti creino sempre un senso di straniamento, ma ignorarne gli effetti rimanendo ancorati a schemi logori, non fa che aggravare la situazione.

Le agenzie immobiliari in Italia non riescono ad affrancarsi da un sistema obsoleto di lavoro pensando che i sistemi tecnologici li abbiano magicamente trasportati nel futuro e gli consenta di essere più produttivi. Niente di più falso.

“… il vantaggio competitivo di un'impresa può definirsi come ciò che costituisce la base delle performance superiori registrate dall'impresa, solitamente in termini di profittabilità, rispetto alla media dei suoi concorrenti diretti nel settore di riferimento, in un arco temporale di medio-lungo termine.” Sempre da wikipedia.

Il che vuol dire che attualmente nessuna agenzia immobiliare può dire di essere avvantaggiata rispetto una diretta concorrente.  Stessi sistemi pubblicitari ( portali immobiliari ), stessi strumenti tecnologici ( cellulari, pc, tablet)  identici sistemi collaborativi (software).  Quello che fa la differenza, oggi, è la comunicazione. Cioè, un’agenzia che comunica la propria immagine di professionalità, di standard operativo e di esclusività, ha maggiore probabilità di successo rispetto alla diretta concorrente. Successo che si manifesta in incarichi di vendita in esclusiva non certo nella vendita – lo schema di vendita è lo stesso per tutti e nessun agente immobiliare, per quanto bravo, può far acquistare un appartamento se non piace all’acquirente.

E’ chiaro che se rastrelli più incarichi hai più possibilità di vendita e se si ragiona per quote, considerando che a Roma le transazioni sono sull’ordine di 45.000 l’anno, i gruppi in franchising, avendo più agenzie sul territorio, in termini di quote, fanno la parte del leone.

Ad osservare bene, lo schema seguito da Amazon nel commercio si riflette nell’attività delle agenzie immobiliari.  Il singolo agente, sempre ragionando in termini di quote, ha una minuscola fetta di mercato che gli deriva dalle conoscenze che nel tempo è riuscito a farsi. La sua attività è ridotta all’essenziale e il suo reddito, per il momento accettabile, è destinato in tempi brevi ad assottigliarsi sempre di più con un aumento dei costi che, tra non molto, assorbiranno quasi del tutto le entrate.

Se analizziamo Amazon vediamo che altro non è che un portale che offre prodotti di migliaia di venditori, la sua forza deriva da alcune cose fondamentali : 1) la vetrina; 2) la sicurezza dell’acquisto; 3) la logistica.

Se cerco un prodotto, il sito Amazon mi permette di trovarlo con facilità, posso acquistarlo con tutta la sicurezza del suo sistema (lo restituisco se non mi piace o se non corrisponde) e, cosa importantissima, il più delle volte mi consegnano il pacco in un giorno. In più risparmio. Cosa posso volere di più?  Da acquirente, egoisticamente, ben venga Amazon. Poi si può discutere sul potere racchiuso nelle mani di un uomo solo, dello stritolamento del commercio, del cambiamento profondo della società, ma sono solo speculazioni intellettuali. Quello che conta è il servizio, la facilità d’uso e la sicurezza.

L’agente immobiliare oggi, per poter fare bene il suo lavoro, dovrebbe avere all’interno della sua agenzia una serie di figure: un pubblicitario, ad esempio, un esperto di web, un disegnatore, un fotografo. In termini economici sarebbe disastroso. Dovrebbe chiedere ai suoi clienti provvigioni altissime per poter rientrare delle spese fisse. L’alternativa è acquistare servizi all’esterno. Ma anche in questo modo, la vendita di un appartamento avrebbe alte stime di impianto. E’ così costretto ad arrangiarsi come può. Il risultato, in un clima di un “fai da te” non può che essere mediocre. Foto scadenti, testi senza anima e senza scopi precisi, planimetrie che sembrano documenti d’archivio, presenza sul web inesistente o  banale.

Migliorare il proprio business dovrebbe essere un priorità, ma se si continua a ragionare con vecchi schemi, più che migliorare si finirà per chiudere.

Se a suo tempo i commercianti si fossero interrogati su questi quesiti, probabilmente non si sarebbero trovati a “cedere” la propria attività ad Amazon. Ma oggi è troppo tardi. Così gli agenti immobiliari. Se continuano a ragionare in termini di egoismo personale non programmando, come categoria, la propria attività che non può non contemplare quelle variabili che oggi fanno il successo (vetrina, affidabilità, servizi) dovranno per forza di cose “consegnarsi”  nelle mani delle grosse società che hanno fondato il loro business sul marketing con servizi “scalabili” impensabili al singolo agente o alla singola agenzia.

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