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Come si cambia

Il calo dei prezzi degli immobili degli ultimi anni porta anche qualche buona notizia: tra il 2015 e il 2017 infatti sono diminuite nettamente le annualità di stipendio necessarie per comprarsi una casa e acquistarne una è tornato ad essere un desiderio più a portata di mano: a Roma per esempio dalle 8,9 annualità necessarie nel 2015 si è scesi a 6,8 annualità; a Milano da 9,7 a 7; a Palermo da 3,6 a 2,8. È quanto risulta da un’elaborazione Ref su dati degli operatori immobiliari pubblicata nel Rapporto Coop 2017 che ha preso in considerazione le annualità di stipendio necessarie per un’abitazione di 80 metri quadri.  Gli Italiani sono ancora legatissimi al mattone: 4 su 5 sono proprietari della casa in cui vivono con una percentuale più alta della media europea dove i proprietari sono  il 77.4%  e ancora meno in alcuni paesi come Germania (52%), Gran Bretagna (64,6), Francia (64,3%). Prime le regioni del Sud: in testa il Molise con il 93,1% di proprietari, seguito da Abruzzo (88,1&), Basilicata (87,3%), Sardegna (87,6%). Ultimi in classifica valdostani (72,2%) e campani (70,3%) con percentuali comunque più alte della media Ue. La tendenza è evidenziata anche dal ritrovato dinamismo del mercato immobiliare che - secondo il rapporto - continuerà quest’anno e il prossimo per raggiungere la cifra nel 2019 di quasi 600 mila compravendite (597 mila) contro le 534 mila del 2016.

Ma a medio termine però le cose potrebbero cambiare.

Nella concezione dei millenials la casa si spoglia del suo contenuto di bene e cassaforte di famiglia, per diventare servizio», sostiene il rapporto, e i più giovani anche quando potrebbero comprare scelgono di andare in affitto. L’inversione di tendenza potrebbe rivoluzionare il mercato e secondo alcune proiezioni entro 10 anni un terzo di coloro che oggi sono acquirenti andranno a riversarsi sulla locazione.

Il mercato delle locazioni è tra i più bassi, seppure con un trend in rialzo, determinato da un mix di fattori, tra cui la riduzione della capacità di acquisto del bene immobiliare, le disparità geografiche che comportano processi migratori interni verso le aree del Paese dove si concentrano le opportunità professionali, i cambiamenti dei modelli di consumo che puntano sempre più verso l’utilizzo senza possesso e le dinamiche demografiche in corso.

Lo stock residenziale esistente ha caratteristiche, ad esempio dimensionali, costruttive, energetiche, tali per cui rischia di essere sempre più lontano dalla richieste del mercato di oggi.

Il confronto tra trend di mercato e condizioni socio-demografiche nel nostro paese suggerisce di dotarsi di nuovi strumenti di analisi, progettazione e commercializzazione degli interventi, con un’adeguata pianificazione finanziaria che possa consentire anche di andare verso un collocamento del prodotto in locazione, anziché attraverso tradizionali vendite.

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